IL PREZZO CHE NON SI VEDE

A seguito dell’Ordinanza n.11/2020 emanata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nella quale viene disposto, dall’art.1, che il prezzo di vendita finale delle mascherine non può essere superiore a € 0,50 al netto dell’imposta, il mondo delle Associazioni Ambientaliste italiane e internazionali non può fare a meno di notare una grande mancanza normativa nei confronti della gestione di questi rifiuti. Nel merito, infatti, una volta terminata la loro funzione di prevenzione e contenimento della diffusione del nuovo coronavirus (Covid-19), i dispositivi di protezione individuale (DPI) devono essere smaltiti attraverso la migliore gestione possibile.

La Circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22/02/2020 specifica che: “dopo l’uso, i DPI monouso vanno smaltiti come materiale potenzialmente infetto” anche quando non sono stati utilizzati per finalità sanitarie. Pertanto, anche se non del tutto specificato dal Ministero, quest’ultimi dovrebbero ricadere nella grande e complessa sfera dei rifiuti speciali (disciplinati dal D.P.R. 254/2003).

Nella speranza che siano presto fornite, a tutte le aziende che operano nel settore della gestione rifiuti (raccolta, trasporto, recupero, smaltimento), chiare linee guide normative, il panorama, che con l’inizio della fase 2 (iniziata il 4 Maggio 2020) si sta delineando, non è dei più ottimistici.

L’uso della mascherina e dei guanti è diventato, infatti, parte del nostro outfit, ma in questi giorni lungo le vie delle nostre città e/o peggio lungo le coste dei nostri litorali e nei nostri mari si può cominciare a vedere l’incapacità dell’uomo, anche in questo momento di grave sofferenza,di rispettare il complesso e allo stesso tempo fragile Ecosistema nel quale vive.

Numerose sono state infatti le testate giornalistiche che hanno documentato attraverso foto e video il grave problema dell’inquinamento antropico. I dpi, se non smaltiti correttamente, rappresentano conseguenze nefaste, non solo per l’ambiente e tutte le specie che possono entrare in contatto con queste tipologie di rifiuti, ma potrebbero rappresentare anche una potenziale possibilità di diffusione del virus stesso, vanificando così gli enormi sforzi di contenimento che noi tutti stiamo affrontando.

Di particolare rilevanza è anche l’effettiva produzione di questi dispositivi. Guanti e mascherine (da quelle chirurgiche a quelle di maggiore protezione) vengono realizzati con plastica e altri materiali sintetici, aumentando così, ancora di più, l’impatto che la produzione di questi materiali ha sul Pianeta.

Il prezzo dei dpi, dunque, tenendo conto dell’impatto che quest’ultimi possono avere sull’ambiente e sui suoi abitanti, dalla produzione all’uso e allo smaltimento, assume una connotazione ben peggiore dell’idilliaca prospettiva dei 50 centesimi previsti dall’ordinanza. Anche e soprattutto, in questo momento di importante riflessione sul mondo in cui viviamo, l’Educazione Ambientale per uno stile di vita sostenibile, diviene prerogativa per tutti coloro che operano nel settore ambientale e non solo, al fine di avere ben presto una popolazione consapevole della bellezza della natura e dello straordinario beneficio che il rispetto per quest’ultima può generare per tutti noi.

Dott.ssa Sara Valentino, Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente – Sede Distaccata Porto Cesareo, 10.05.2020